I capelli e la sensualità: la bellezza è sentirsi a proprio agio.

“Mamma mamma, quale abito mi metto oggi?” chiese la bambina alla sua mamma.
“Metti pure quello rosa che ti piace tanto, ma ricordati che il tuo abito migliore è quello naturale, che ti ho fatto io: i tuoi capelli!”

La vera bellezza, dopo tutto, sta nella purezza di cuore. Gandhi

Potrebbe sembrare una favola, ma non lo è.
La capigliatura è l’abito più importante che l’individuo possiede e al quale è legato il significato più profondo della bellezza, il più vistoso ma in realtà il più nascosto e sommerso.

E da questo rapporto di intimità profonda nascono quindi tutti gli aspetti estetici ed emozionali collegati.
Il piacere a se stessi (=autostima), agli altri (=autostima), il sentirsi sensuali per se stessi e per gli altri.

La stessa scelta dell’immagine, il cosiddetto look,  diventa soprattutto il percorso introspettivo di come proporsi e porsi agli altri, ma prima ancora di come piacersi.

Il capello usato come strumento di comunicazione, di cambiamento, di rinnovamento: una opportunità unica che l’individuo possiede per esprimere se stesso e il proprio carattere in modalità “open”, a vista immediata, per colpire tutti i sensi di chi ci guarda.

La bellezza è sentirsi a proprio agio

La bellezza è solamente un modo di essere, uno stare bene con se stessi per stare bene “con” e “tra” gli altri: in parole molto semplici sentirsi a proprio agio.
Nessun valore è assoluto: anche la cosa più bella per qualcuno può apparire la più brutta, per cui essenziale è “sentirsi a proprio agio e piacersi”.

Se facciamo caso a come ognuno di noi abbia “usato” i capelli per segnalare un cambiamento di vita (una relazione terminata, un lavoro nuovo, ecc.) si capisce come tutto questo corrisponda a verità.

D’altra parte non si dice: “Ma sì, è ora che ci diamo un taglio”?

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